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India, dal Tempio d’Oro al Piccolo Tibet

ITINERARIO DI VIAGGIO

1°GIORNO:        ITALIA/DELHI

Ritrovo dei signori nell’aeroporto prescelto e partenza per Delhi.

2°GIORNO:        DELHI/AMRITSAR

Arrivo a Delhi in mattinata. Incontro con gli assistenti locali e trasferimento al ristorante per pranzo. Dopo pranzo trasferimento alla stazione e partenza con lo Shabtabdi Express, con posti riservati in vagone con aria condizionata. Attraverseremo le regioni Haryana e Punjab fino ad arrivare ad Amritsar in tarda serata. Trasferimento in hotel e pernottamento.

3°GIORNO:        AMRITSAR

Prima colazione in hotel e inizio della visita di Amritsar, la città’ sacra dei Sikh, con il giardino Jallianwala Bagh, che ricorda il massacro inflitto dagli inglesi ad una folla di indiani innocenti nel 1919.

L’attrazione della città’ è il Tempio d’Oro, l’“Hari Mandir”, il luogo di culto più’ sacro per la religione Sikh, famoso per la sua cupola decorata con ca 300 kg d’oro puro, che rappresenta il fiore di loto rovesciato.

Il tempio si erge nel mezzo al lago sacro e si raggiunge percorrendo un ponte di marmo chiamato Parkarma. Nella sala principale, è custodito, sotto un panno rosa, il Guri Granth Sahib, il libro sacro del sikhismo, che viene esposto al mattino all’alba e vegliato per tutto il giorno da sacerdoti Sikh a ritmo di musiche, canti e inni. Tutti i giorni alle 22.00 il suono di un corno richiama i pellegrini al tempio, e con una solenne cerimonia, il libro sacro viene portato, in processione su un baldacchino, all’Akal Takht, il parlamento dei Sikh, dove riposerà per la notte. Canti, preghiere e inni accompagnano l’evento e migliaia di fedeli vi partecipano con totale devozione e trasporto. Al sorgere del sole il libro viene riportato al Tempio d’Oro. All’interno dell’area sacra si trovano anche le cucine dove i pellegrini di qualsiasi religione, volontari, offrono gratuitamente del cibo. La tranquillità che si respira nei templi Sikh, è un’esperienza trascendentale, avvolge tutto e proietta in una dimensione astratta, in cui il tempo sembra fermarsi e il respiro rallentare. Pranzo libero. Proseguimento con la visita della città vecchia.

Nel tardo pomeriggio trasferimento a Wagah, a circa 70 km da Amritsar, che segna il confine e unico punto di passaggio fra India e Pakistan, per assistere, al tramonto, alle pompose sfilate dei picchetti militari, indiano e pakistani, che, in alta uniforme e con movimenti marziali, si sfidano in marce perfettamente sincronizzate agli ordini di un comandante che urla a squarciagola. Entrambi gli schieramenti hanno la loro folla che incita gli uni e deride gli altri. Con questa simpatica e scenografica esibizione, i militari ammainano le bandiere e chiudono con fragore le porte.

Rientro in hotel per la cena. Dopo cena possibilità di assistere alla cerimonia del Tempio d’Oro.

4°GIORNO:        AMRITSAR/SRINAGAR

Prima colazione in hotel e partenza in pullman per Jammu, nel Kashmir. Dopo 4 ore, attraversando i fiumi Chenab e Ravi, in una regione molto verde e ricca di coltivazioni (qui si effettuano anche 4 raccolti all’anno), arriveremo all’aeroporto di Jammu. Imbarco sul volo per Srinagar dove arriveremo dopo ca 1 ora di volo. Trasferimento in hotel e pranzo libero.

Arrivare a Srinagar significa entrare in un altro tempo. La città si trova a 1730 mt di altezza , al centro di una valle lussureggiante, solcata da fiumi, ricca di laghi e circondata da boschi e montagne innevate. La vita si svolge sulle silenziose imbarcazioni su cui la gente vive e lavora.

Il nostro hotel sarà una houseboat de luxe, ancorata ad una piccola isola, con giardino, vista lago e Himalaya. Le prime houseboats, case galleggianti, furono costruite dagli inglesi ca 150 anni fa, poiche’ gli stranieri non potevano possedere beni immobili nel Kashmir. In seguito diventeranno molto comode per sfuggire al caldo estivo, muovendosi lungo il corso del fiume in cerca di ombra. Adesso, molte di esse, sono state trasformate in hotels. Pomeriggio a disposizione per relax, cena e pernottamento in hotel.

5°GIORNO:        SRINAGAR

Prima colazione in hotel. Oggi passeremo una piacevolissima e rilassantissima giornata durante la quale “pigreremo” sulle Shikara (imbarcazioni simili alle gondole che fungono da taxi locali), lungo i canali e attraverso i vecchi ponti, per osservare la vita quotidiana dei venditori di spezie e di stoffe, artigiani all’opera, tessitori di tappeti, negozi e piccoli orti che si affacciano sull’acqua. Perdersi per canali a bordo di una shikara è un’esperienza unica e il modo migliore per entrare in contatto con questa Venezia Himalayana. Ci spingeremo anche fuori dalla città, lungo i laghi Dal e Nageen, collegati fra di loro, colmi di ninfee e fiori di loto; attraccheremo su alcune isolette dove pranzeremo pic-nic e scambieremo qualche parola con gli abitanti locali.  Nel tardo pomeriggio rientro in hotel per la cena e il pernottamento.

6°GIORNO:        SRINAGAR

Prima colazione e visita al Tempio di Shiva, lo Shankara Charya, situato su una collina che ha il miglior panorama della città. Proseguimento per i giardini Moghul, per comprendere la bellezza e il lusso in cui vivevano i Moghul che dalle città imperiali di Agra e Delhi, si spostavano a Srinagar nel periodo estivo. Interessanti le 12 terrazze che rappresentano i segni zodiacali. Pranzo, cena e pernottamento il hotel.

7°GIORNO:        SRINAGAR

Dopo colazione, visita della città vecchia, con le sue moschee fra cui la Sjìhah Hamadan Masijd, interamente in legno, la più’ antica di tutto il Kashmir. Pranzo in hotel e resto della giornata a disposizione.

Cena e pernottamento in hotel.

8°GIORNO:        SRINAGAR/KARGIL

Prima colazione e partenza per Kargil. Percorreremo il primo tratto in un ambiente tipicamente alpino, per arrivare a Sonamarg, dove sosteremo per il pranzo a sacco. Sonamarg, ”il prato d’oro”, è una delle località più affascinanti di tutto il Kashmir, situata come’ in una stretta valle erbosa, ricca di fiori e circondata da picchi innevati, in un ambiente tipicamente alpino. Dopo pranzo inizieremo la salita al passo Zojila, 3.470 mt, con arrivo a Kargil, 2.750 mt, capoluogo del basso Ladakh, in serata. Qui la popolazione è musulmano-sciita: ovunque si scorgono scritte in arabo, raramente si vedono in giro le donne e le poche che si incontrano portano il velo, e ci sono numerose moschee.Cena e pernottamento in hotel.

9°GIORNO:        KARGIL/ULAY TOPKO

Prima colazione e partenza per Ulay Topko. Pranzo a sacco durante il percorso. Dopo 1 ora di strada, si vedono i primi simboli buddisti: le prime Stupa, il monastero di Shergol, situato, come i primissimi monasteri himalayani, all’interno di una grotta, e la scultura rupestre del Buddha Maitreya (il Buddha Futuro), a Mulbekh, alta 8 mt e scolpita nella roccia verso il 700 d.c.

Il paesaggio è ormai desertico, lunare, mozzafiato. Dopo aver superato i passi Namico-La 3.718 e Fatu-La 4.094, si aprira’ la vista su Lamayaru, con il suo affascinante Monastero arroccato in cima ad un picco a 3.950 mt, in una cornice di montagne color ocra, affacciato sul bacino di un lago glaciale prosciugato. Lamayuru, dal X sec., è il più’ antico monastero del Ladakh e ospita ca 150 monaci che sono frequentemente in pellegrinaggio presso altri monasteri in qualità di maestri spirituali.

Si prosegue verso scenari di alta quota fra montagne rocciose, oasi e villaggi, fiumi che scendono dalle piccole valli laterali, ponti di corda che attraversano l’Indo, campi di colza, gole profonde nelle quali il fiume si insinua impetuoso. Passeremo Khalsi, dove una postazione militare ci controllerà i passaporti, per arrivare in serata a Ulay Topko.

Cena e pernottamento al campo tendato, ca 3.000 mt, incastonato fra pareti di ghiaia viola e picchi di oltre 5.000 mt, in una piccola oasi di albicocchi e viti. Il campo ha ottime tende e buona cucina, ma ciò che maggiormente affascina è trascorrere la serata sul balcone naturale che si affaccia a strapiombo sull’Indo.

10°GIORNO:      ULAY TOPKO/LEH

Prima colazione al campo. Pranzo a sacco durante il percorso.

Attraversata una stretta gola e un bosco di betulle, visiteremo il Monastero Rizong, dell’ordine dei Berretti Gialli, che si trova in un’incantevole posizione da cui si gode un impagabile panorama sulle montagne circostanti. Fondato nel 1.829, è famoso per la disciplina e la rigidità della vita monastica dei suoi monaci.

A 2 km da Rizong, incontriamo il convento Di Chulichan, che ospita 20 monache che si occupano di attività artigianali quali tessitura di lana e estrazione dell’olio di albicocca. Proseguiremo con la visita del Monastero di Alchi, XI sec., patrimonio dell’Unesco, uno dei monumenti più’ importanti dell’arte Himalayana, che conserva i tesori dal valore inestimabile. Costruito su un’ansa dell’Indo, si differenzia dall’architettura classica di tutti i monasteri perché sorge in piano e non arroccato su un’altura, protetto da un lato da un fiume e dagli altri lati da alte mura di fortificazione. Con la sua posizione al centro di estesi campi d’orzo, in un villaggio animato da traffici e commerci, è uno dei monasteri più’ affascinanti del Ladakh, soprattutto famoso per i bellissimi murali e le sculture lignee dipinte che lo rendono uno dei più’ importanti per l’arte buddista di tutta l’India.

Con una piacevole passeggiata possiamo visitare i vari edifici che lo compongono, affacciarsi sulla scarpata che scende al fiume e passeggiare nel villaggio vicino fra piccole bancarelle di artigiani e pellegrini in preghiera. Proseguiremo con la visita del Monastero di Likir, fondato nel XI sec, anche se l’edificio attuale risale al 1.605. La struttura ricorda il Potala di Lhasa in Tibet, ospita ca 100 monaci e nelle sue sale sono custodite delle belle statue di Buddha, nel cortile, contro il cielo azzurro e le montagne innevate, svetta un’impressionante statua dorata di Byddha Maitreja, alta 14 metri.  Si prosegue per Basgo, vecchia capitale del Ladakh, un’oasi di verde dove, su una roccia, svetta il Palazzo Reale del XVII sec. Poco più avanti si arriva alla confluenza dei fiumi Indo e Zanskar, luogo sacro in cui le acque si mischiano, punto d’incontro di queste “grandi presenze”, fonti di vita dell’Himalaya. Qui la strada si snoda in una stretta gola rocciosa, con pareti a strapiombo sul fiume, per arrivare a Nimu, poi finalmente a Leh, 3500 mt.

Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

11°GIORNO:      LEH

Colazione, pranzo e cena in hotel.

Mattinata a disposizione per la visita della città. Leh, capitale del Ladakh, e’ situata in una verde oasi attraversata dall’omonimo fiume, piccolo affluente dell’Indo. Dal 1974, anno di apertura del turismo in Ladakh, la città ha subito varie trasformazioni: sono stati costruiti hotels, ristoranti, bazar, ed è divenuta una città molto vivace e piacevole, pur mantenendo la sua integrità e identità, grazie ai suoi abitanti saldamente legati alle tradizioni e antiche usanze.

La città denominata dal City Palace, una costruzione a 9 piani, ormai in stato di decadenza, che fu la residenza della famiglia reale del Ladakh, costruito nel XVI sec, arroccato su uno sperone che la sovrasta.

Tale costruzione ricorda di nuovo il Potala di Lhasa ex residenza dei Dalai Lama.

Ai piedi del City Palace sorge la città vecchia: un labirinto di stretti vicoli, case di fango e mattoni cotti al sole, lungo le cui mura sono accatastate riserve di legna per l’inverno; botteghe dei sarti, forni per il pane, laboratori di artigiani… Possibilità di visitare l’antica Mosche Jama Masjid, il Monastero Soma, il main bazar. Dopo pranzo visita dei monasteri vicini: Shankar. che ospita una quindicina di monaci ed è la residenza in città del Lama più importante del Ladakh; Spitok, sede del potere amministrativo che controlla tutti i monasteri della regione, che si erge su una rocca in posizione strategica, dalla quale si domina la valle dell’Indo; infine Phyang. Rientro in hotel, cena e pernottamento.

12°GIORNO:      LEH/VALLE DI NUBRA

Prima colazione e partenza per la valle di Nubra, ovvero “giardino verde” che, paradossalmente si trova in una delle aree più desertiche del paese e indubbiamente la più inaccessibile e isolata. La valle è all’interno di un’area militare riservata, infatti per accedervi è necessario un permesso speciale.

La strada sale da Leh e, attraverso un paesaggio roccioso e desertico, si arrampica sui pendii con un impressionante percorso a strapiombo sulla valle di Leh, che da qui sembra un puntino verde…Siamo ormai oltre 5.000 mt, e, salendo ancora, la strada s’insinua fin dentro al ghiacciaio: l’ultimo tornante improvvisamente ci porta sul passo carrozzabile più alto del mondo, il Khardung La 5.603 metri!!!

La vista che si apre è impressionante: scorgiamo il Karakorum Pass 5.575 mt, gli alti picchi di 7.000 mt del Karakorume il Golden Throne, 7282 mt… Vette innevate, bianchi ghiacciai, ripidi pendii a picco su valli, raccontano la maestosità dell’Himalaya…a un passo dal cielo!!!

Sostiamo qualche minuto sul passo a bere un te’, giusto il tempo per rendersi conto di avere il cielo a portata di mano, poi scenderemo verso la valle per arrivare a Disket, 3145 mt, capoluogo della provincia di Nubra, immerso in un’oasi coltivata ad orti e alberi di albicocche.

La valle di Nubra è una regione meravigliosa e consiste in un’ampia e vuota vallata che si estende fra due fiumi, Nubra e Shyok, punteggiata da piccoli graziosi villaggi, dune di sabbia, fitte foreste e alcuni animali selvatici. Attraversando le prime dune di sabbia, arriviamo al Monastero di Disket, uno dei piu’ belli della valle. Fondato intorno al 1.650, oggi ospita un centinaio di monaci e contiene, fra le altre, una sala molto particolare dedicata a Tara, la divinità femminile, rappresentata con statue decorate di pietre preziose e oro. Dal tetto del monastero la vista è straordinaria: in una cornice di natura imponente, il fiume Shayok si mangia la montagna, scorrendo lento fra le dune di sabbia, su un ampio letto dal 3 ai 7 km. Più avanti sulle dune di Hundar, potremmo imbatterci in un gruppo di dromedari a passeggio sulla sabbia e, sulle loro gobbe, intravedere la sagoma di un ghiacciaio a 5.700 mt, che crea questo affascinante, quanto insolito contrasto…siamo in un deserto di alta quota!

Il grazioso villaggio di Hundar è situato fra alberi e corsi d’acqua, nonostante si trovi vicino al deserto!

Visiteremo il suo monastero, XV sec, con i suoi affreschi murali unici in tutto il Ladakh: particolari dipinti in bianco e nero, che rappresentano scene di sepoltura in cielo, immagini di Budda e alcuni grandi monasteri del Tibet. Proseguimento per Sumur, 3090 mt, e sistemazione nel piccolo campo tendato dove ceneremo nel silenzio che avvolge la valle.

Ma qui il fascino è ancora più’ insolito: la valle di Nubra non conosce inquinamento luminoso, quindi, nelle notti serene e senza luna, è possibile essere rapiti per ore nell’ammirazione della via lattea in tutta la sua luminosità’, e di milioni di stelle mai conosciute prima, con la netta sensazione di poterle agguantare!

Pernottamento in tenda.

13°GIORNO:      VALLE DI NUBRA/LEH

Dopo la prima colazione visiteremo il Monastero Samstongling, raggiungibile con una passeggiata di 30 minuti; grande complesso di 7 templi, nel quale si respira un’atmosfera accogliente e vivace, grazie anche alla presenza di bambini impegnati ad intonare canti o a coltivare mele e albicocche. Il monastero è infatti famoso per la sua scuola e le sue rigide regole di vita monastica, ed è inoltre stato scelto dal Dalai Lama, come suo luogo di meditazione privilegiata nel Ladakh.

A fine visita, lasceremo l’isolata valle, con la sua luce accecante e i suoi infiniti silenzi, ripercorrendo la strada fino al passo Khardung La, e poi giù fino a Leh. Pranzo a sacco lungo il percorso.

Breve sosta al Monastero Namgyl Tsemo, per godersi l’ultima, splendida vista sulla città. E rientro in hotel. Cena e pernottamento.

14°GIORNO:      LEH/VALLE DELL’INDO/LEH

Prima colazione in hotel. Giornata dedicata alla visita della valle dell’Indo, nei dintorni di Leh. Pranzo a sacco durante l’escursione.

Ci dirigeremo verso sud sulla strada Leh-Manali, per le prime visite:

avvicinandoci, sull’altopiano, verso una gola che s’incunea nella montagna, scorgiamo ai lati della strada, i muri di preghiera, dove è scolpito il mantra più famoso: “om mani padme hung” (saluto al gioiello seduto sul fiore di loto e invoco la sua protezione per la mia anima e il mio corpo)… All’interno di una stretta valle, nascosto da un bosco di pioppi a circa 3.800 mt, sorge il Monastero di Hemis, uno dei più famosi del Ladakh, grazie anche al suo suggestivo festival che si svolge fra giugno e luglio.

Fu fondato nel XIII sec., ma gli edifici attuali risalgono al XVII sec. Nella parte più antica è ancora visibile la grotta di meditazione del suo Lama fondatore, con le impronte delle sue mani e piedi nella roccia. Dalla porta principale, si apre un immenso cortile, dove, durante il festival, hanno luogo le danze Cham. Bellissime le stupa nel dunkhang, ricoperte d’oro, argento e pietre preziose.

Proseguiremo le visite con il Monastero di Tiksey, uno dei più grandi, più attivi, e più frequentati, sorge su una collina rocciosa che domina il villaggio sottostante. Fra le numerose sale, spicca la Biblioteca, che contiene preziosi testi sacri e la sala di preghiera, il “ dunkhang “, una delle più antiche e interessanti, con le sue bellissime colonne in legno scolpite.

In diverse ore del giorno è possibile assistere, in un’atmosfera surreale, alle puja, celebrazioni e preghiere che i monaci eseguono recitando mantra al suono di trombe e tamburi. Anche qui troveremo il Budda Maitreja alto 15 metri.

Successivamente, visita del Palazzo Reale di Shey, residenza estiva della famiglia reale, che ospita una delle statue più grandi del paese, in Budda Maitreja (Budda del futuro), seduto all’occidentale (mentre gli altri sono in posizione del fiore di loto: con le gambe incrociate), nel momento in cui si alzerà in piedi per rivelarsi ai fedeli. La statua è alta 12 metri ed è interamente placcata in oro. Bellissimi gli affreschi lungo le mura che lo circondano.

Il Monastero di Stakna sorge al centro di una valle su una roccia arida a ridosso dell’Indo. Fu un importante centro di diffusione della scuola dei berretti rossi. Interessante la statua del Re del Buthan che lo fece costruire. Se non avremo il tempo di visitarlo, coglieremo comunque l’occasione per fotografarlo.

Rientrando verso Leh, faremo una deviazione per visitare il Palazzo Reale di Stok, anch’esso residenza estiva dei reali che risale al XVIII sec. Il palazzo è composto da 80 stanze e include un interessante museo con oggetti e gioielli della famiglia reale, tra cui il bellissimo Perac, copricapo con centinaia di turchesi, e una collezione di oltre 30 Thangka del XVII sec, di notevole pregio. Rientro a Leh, cena e pernotto in hotel.

 

15°GIORNO:      LEH/LAGO MORIRI

Prima colazione e partenza per il lago Moriri. Pranzo a sacco durante il percorso.

Ripercorreremo la stessa strada fino a Hemis, arriveremo poi a Upshi, e proseguiremo lungo la alta valle dell’Indo fino a Chumatang, 4.115 mt. Visita del bel Monastero Druk-pa, situato su una mezza collina, e proseguimento per Mahe, dove ci controlleranno i permessi. Anche questa zona, come la valle di Nubra, necessita infatti di un permesso speciale per essere visitata.

Arrivo al lago Moriri in serata. Il lago si trova nella bellissima valle di Rupsu, quasi al confine con il Tibet, a quota 4.400; è lungo 28 km e largo 8 è circondato da spoglie alture dalle quali si ergono vette coperte di neve. Questa zona rimane assolutamente fuori da tutti i percorsi turistici.

Vicino si trova il villaggio Karzok, 4.553 mt, con il suo piccolo monastero, uno dei villaggi più alti al mondo, completamente isolato dal resto del Ladak fino al 1.990, quando venne costruita la strada. La particolarità del piccolo monastero, è l’essere abitato da una trentina di donne, che passano una buona parte delle loro giornate a confezionare indumenti destinati al consumo privato (almeno per il momento non sono in vendita!). La zona è abitata dai Khampa, un’etnia tibetana di nomadi che traggono sostentamento per la maggior parte con la produzione della lana pashmina (la lana Kashmir). I Kampas vivono in grandi tende trasportabili durante l’estate, e in capanne di mattoni durante l’inverno.

Cena e pernottamenti al campo tendato.

16°GIORNO:      LAGO MORIRI/LAGO KHAR

Prima colazione e partenza per Sumdho, campo dei rifugiati tibetani, attraversando 2 passi, lungo il lago Choku Karu, per arrivare allo Tso Khar, un lago salmastro circondato da collinette di sale. Uno degli aspetti interessanti di questa zona1 è la grande quantità di animali selvatici, infatti questo è il luogo migliore nel Ladakh, fra quelli accessibili, dove osservare la fauna. Durante il tragitto fra i 2 laghi, ci sono buone probabilità di vedere asini selvatici, volpi, marmotte, stormi di oche sull’acqua, Yak ecc… Pranzo a sacco durante il percorso. Visita del piccolo villaggio Tuk-chu, cena e pernottamento in campo tendato.

17°GIORNO:      LAGO KHAR/LEH

Prima colazione e partenza per il rientro al Leh, attraverso la strada Manali-Leh, aperta agli stranieri nel 1989, la seconda carrozzabile più alta al mondo, asfaltata solo in parte, che rappresenta, insieme alla Leh-Kargil-Srinagar, che per anni è rimasta impraticabile a causa dei noti disordini del Kasmir, l’unico collegamento via terra verso il resto dell’India.

Sulla Leh-Manali non ci sono molti Monasteri o cittadine da visitare, ma si possono ammirare panorami spettacolari che da soli costituiscono una ragione sufficiente per seguire questo tragitto. La parte che noi percorreremo è quella più alta e di conseguenza fra le più scenografiche.

Passeremo il secondo passo carrozzabile più alto del mondo, il Taglang La, 5.328 mt, dove troveremo un piccolo santuario e quelli che forse sono i gabinetti più ad alta quota del mondo! Attraverseremo Rumtse, uno dei punti più spettacolari, fino di nuovo a Upshi, Hemis e infine Leh. Rientro in hotel, cena e pernotto.

18°GIORNO:      LEH/DELHI

Prima colazione e trasferimento in aeroporto. Imbarco sul volo di linea per Delhi, durata del volo ca 1 ora .

Incontro con la guida locale e trasferimento nel centro della città per visitare la vecchia Delhi.

Adesso possiamo dire di aver decisamente abbandonato la pacata atmosfera contemplativa di pace e tranquillità che regnava nel Ladakh, tuffandoci nel traffico inestricabile di auto, camion, biciclette, bus, tuk tuk… e mucche!

Visiteremo il Forte Rosso, una delle costruzioni più imponenti di tutta l’India, realizzato fra il 1639 e 1650, interamente in pietra arenaria rossa che copre un’area di ca 3 km quadrati con mura alte da 20 a 30 mt. Da qui si gode una magnifica vista della Jama Masjid, la Mosche del venerdì, con la quale proseguiremo la nostra visita. La Mosche si erge su un’altura a cui si accede attraverso scalinate in arenaria rossa ed è la moschea più grande del paese. Ci perderemo nelle stradine della città, con i suoi bazar… e i suoi odori alcune volte nauseabondi, ma decisamente tipici…, poi visiteremo il Raj Ghat, dove fu cremato Mahatma Gandhi; il tempio Hindu Lakshminarayan; il Palazzo Presidenziale, nella Nuova Delhi, ultimato nel 1929, in pietra arenaria rossa, esempio massimo dell’architetture coloniale anglo-indiana, con il bellissimo Rajapath: il viale imperiale che dal palazzo arriva all’India Gate, lungo 4 km, dove si svolgevano tutte le parate e celebrazione ufficiali del British Raj, e , se il tempo lo permette, visiteremo anche la Tomba Humayum, primo esempio di tombe monumentali della dinastia Moghul, modello da cui è stato sviluppato il progetto del Taj Mahal di Agra. Pranzo libero in corso di escursione.

Al termine delle visite, trasferimento in hotel per breve relax.

Cena di saluto al ristorante indiano Sahara, nel quartiere Vasant Kunj. Rientro in hotel e pernottamento.

19°GIORNO:      DELHI/ITALIA

Prima colazione e trasferimento in aeroporto per volo di rientro in Italia.

LE ESPERIENZE CHE RACCOMANDIAMO

-Assistere alla cerimonia del Tempio D’Oro di Amritsar, il tempio più sacro dei Sikh

-Godersi un lento giro in barca sulle acque di Srinagar, nel mezzo ai fiori di loto

-Assistere ad un mantra in uno dei templi sulle vette del Ladakh

-Visitare le popolazioni nomadi che vivono  oltre 4000 metri intorno al lago Moriri

 

LE STRUTTURE CHE CONSIGLIAMO

Al tempo dell’effettuazione di questo tour avevo scelto, dove era stato possibile, strutture semplici ma molto carine. Oggi che sto condividendo le mie esperienze di viaggio, a distanza di 15 anni, molti di quegli hotels probabilmente non esisteranno più o saranno cambiati, quindi non sto a menzionarli. Questa parte dell’India non ha hotels lussuosi e in alcune zone di questo itinerario ci sono solo strutture molto spartane o campi tendati basici, quindi è richiesto un buon spirito di adattamento.

INFORMAZIONI UTILI

DOCUMENTIE E FORMALITA’ DOGANALI

Passaporto con validità residua di almeno 6 mesi con 2 pagine libere consecutive, e visto elettronico.

FUSO ORARIO

3 ore e mezza avanti rispetto all’ora legale italiana (estate), 4 ore e mezzo rispetto all’ora solare (inverno)

CLIMA E ABBIGLIAMENTO

Il Punjab e il Kashmir hanno un clima steppico con temperatura media durante tutto l’anno di ca 30 gradi, con piogge scarse e scarsa umidità. Il Ladakh, con un territorio di altitudine media 3500 mt, ha inverni molto rigidi in cui la temperatura può arrivare a -20 e estati piacevoli con 20-25 di giorno ma notti fredde. Anche qui le piogge sono molto scarse. Per le visite ai luoghi di culto consiglio un abbigliamento adeguato non troppo scollato e pantaloni non troppo corti anche per gli uomini e scarpe che si possano togliere agilmente per entrare nei luoghi di culto, calzini da indossare se non si vuol camminare scalzi.

LINGUA UFFICIALE

In India esistono 21 lingue ufficiali e 1.652 dialetti: l’hindi è la lingua ufficiale del governo e quella più parlata; l’inglese, ampiamente utilizzato, è “lingua ufficiale sussidiaria”.

MONETA

In India e Ladakh la moneta locale è la rupia indiana (INR), suddivisa in 100 paisa. L’importazione e l’esportazione di rupie indiane, che possono essere acquistate solo in India, sono vietate. Si può cambiare negli aeroporti o negli hotel, dove il tasso di cambio risulta un po’ meno conveniente. Conservare le ricevute di cambio, indispensabili per riconvertire le rupie in euro in caso fosse necessario. Gli euro vengono accettati, assieme alle carte di credito, nei principali negozi per turisti. Le rupie si possono ritirare anche dagli sportelli ATM che si trovano nelle città principali, è necessario in questo caso ricordare di portare con sé il PIN.

ELETTRICITA’

Corrente a 220 volt e prese circolari a tre poli. Adattatore universale necessario.

TELEFONO

Per chiamare in Italia il prefisso è 0039, per chiamare dall’Italia 0091 seguito dal codice regionale e urbano.

VACCINAZIONI E PRECAUZIONI SANITARIE

Non è richiesta alcuna vaccinazione obbligatoria. Portare con i medicinali per uso personale. Consiglio di munirsi di disinfettanti intestinali e, in Punjab e Kashmir di prestare attenzione agli sbalzi tra il caldo dell’esterno e l’aria condizionata molto diffusa in locali, hotel e mezzi di trasporto. Come in altre destinazioni è bene evitare i cibi crudi e non bere acqua corrente ma acqua e bibite in bottiglia evitando il ghiaccio. Importante avere un repellente contro le zanzare.

SHOPPING

In Kashmir viene prodotto il cachemire più pregiato, si trovano prevalentemente pullover e pashmine dai diversi colori.

FOTO E I VIDEO

Nelle zone monumentali viene normalmente richiesto il pagamento di un biglietto per foto e riprese. Sensibilità e rispetto sono raccomandati nel riprendere le persone, a cui è consigliabile chiedere sempre il permesso. In particolare si raccomanda discrezione e rispetto nei luoghi di preghiera.

MANCE

Dare la mancia è un’abitudine diffusa ed apprezzata. Si consiglia di munirsi di banconote di piccolo taglio.

RICHIEDI INFORMAZIONI

    *campi obbligatori





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